13 luglio 2013 – Progetto “LA MIA STORIA – SCRIVIAMO LA NOSTRA STORIA””

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Nasce la collaborazione con AIAS Onlus Savona e Associazione Autismo Savona “Guardami negli occhi” ONLUS con il primo progetto chiamato “LA MIA STORIA – SCRIVIAMO  LA NOSTRA STORIA”

Obiettivo del progetto è quello di intervenire soprattutto su alcuni degli elementi costitutivi del profilo autistico: l’elaborazione segmentata dell’esperienza, la difficoltà di accedere dal particolare al generale e la polarizzazione esasperata su frammenti di esperienza (Frith e Happé, 1994). Secondo l’ipotesi di una debolezza della coerenza centrale, il bambino autistico rimane ancorato a dati esperienziali parcellizzati, con l’incapacità di cogliere il significato dello stimolo nel suo complesso.

Ogni progetto di intervento, nel rispetto delle linee guida nazionali per l’autismo (SINPIA), dovrebbe essere finalizzato a migliorare l’interazione sociale, la comunicazione e ampliare gli interessi e rendere flessibili gli schemi d’azione. Ci appare utile scegliere un approccio di tipo evolutivo e non semplicemente comportamentale, che favorisca quindi l’importanza della dimensione emozionale relazionale in cui si realizza l’agire del bambino. L’intervento è pertanto incentrato sul bambino per favorire la sua libera espressione, la sua iniziativa e la sua partecipazione.

Il modello a cui si faremo riferimento è la TED (Thérapie d’Echange et Développement), in quanto pensata per favorire le capacità di socializzazione e di comunicazione, basata sulla disponibilità dell’operatore e sulla reciprocità. Tale approccio terapeutico (compreso nelle linee guida nazionali) si propone di favorire le capacità funzionali del bambino, incoraggiandone le iniziative in un clima di tranquillità, disponibilità e serenità.

Si è pensato di procedere, nella realizzazione di quanto sopra esposto, individuando un’attività che farà da contenitore degli aspetti riabilitativi: la costruzione di una storia, la propria storia.

In anni recenti l’espressione scritta del racconto di sé è stato riscoperta nel suo valore educativo e terapeutico. L’opera terapeutica consiste nel condurre una persona verso la disponibilità ad elaborare la propria esperienza. L’autonarrazione fa emergere aspetti di sé mai esplorati e stimola un lavoro cognitivo ed emozionale al tempo stesso. L’effetto esternalizzante della narrazione fa si che i problemi appaiano come oggetti a sé stanti e quindi visibilmente e potenzialmente affrontabili.

L’obiettivo del nostro progetto pertanto sarà quello della costruzione di una storia individuale, sebbene condivisa col piccolo gruppo, ciascuno nel rispetto delle proprie inclinazioni e caratteristiche (verbale, scritta, attraverso disegni, immagini ecc.).

Strutturazione

I principi che vengono rispettati durante il lavoro sono quelli di:

  • tranquillità: il lavoro si svolge in modo sereno, con dialoghi essenziali, a momenti impegnativi si alternano attività più rilassanti;
  • disponibilità e adattabilità: il terapeuta offre tutte le opportunità, coglie ogni tentativo di intenzionalità, incoraggia iniziative personali e adatta il programma ai bisogni, all’età e alle risorse personali;
  • reciprocità e comunicazione: stimolazione del desiderio di comunicare, orientando l’attenzione verso l’ambiente, incoraggiando scambi attraverso diversi tipi di espressione, a seconda dei desideri;
  • libera imitazione: sfruttare l’innata curiosità per implementare la libera acquisizione, non condizionata e non vincolata da sequenze temporali predefinite;
  • evoluzione: partire dai punti di forza per arrivare a compensare e stimolare le aree deficitarie senza frustrazioni rispetto alle proprie competenze; incrementare lo spirito adattivo;
  • valutazione: periodiche valutazioni per aggiustamenti rispetto al programma e coinvolgimento della famiglia nel concordare il progetto individuale e nel valutare costantemente problemi e obiettivi raggiunti.

 Obiettivi

Comunicazione

Apertura verso il mondo esterno

Rompere l’isolamento

Stimolare la curiosità

Iniziativa spontanea

Intenzionalità

Attenzione

Sperimentare situazioni di benessere e di successo

Tappe del progetto

  • Fase Individuale: nella fase individuale della durata di un mese, con incontri settimanali di un’ora ciascuno, ci si prefigge di avviare la conoscenza reciproca, stabilire un’alleanza di lavoro e individuare i canali espressivi privilegiati da ciascun ragazzo;
  • Gioco della Narrazione: la seconda fase, della durata di 3 mesi circa, prevede un racconto stimolato e facilitato attraverso il gioco, per sperimentare l’aspetto ludico e piacevole della narrazione (giocare con l’azione, giocare con le parole);
  • Da una Storia alla propria Storia: nei successivi 3 mesi si lavorerà in gruppo stimolando i ragazzi a diventare protagonisti delle storie fin qui narrate, passando dalla finzione al reale e alla consapevolezza di sè;
  • Costruzione della Storia: l’obiettivo nei 3 mesi conclusivi del progetto prevede la costruzione finale della storia individuale, secondo le personali inclinazioni (disegno, immagini, parole scritte o parole dette) e la preparazione di una presentazione del lavoro alle famiglie, nel rispetto sempre delle caratteristiche individuali dei ragazzi.

 Utenza

Un gruppo di 5/6 ragazzini con Disturbo dello Spettro Autistico, individuando possibilmente caratteristiche di omogeneità, nella fascia di età della scuola media inferiore.

Durata

La durata del progetto sarà di 10 mesi, durante il periodo scolastico (settembre-giugno). Gli incontri iniziali saranno individuali per il primo mese, della durata di un’ora. Dal secondo mese in gruppo, sempre a cadenza settimanale, della durata di 2 ore ciascuno. Questo per un totale di 92 ore di realizzazione del progetto, più 10 ore di supervisione del gruppo.

Personale: il personale coinvolto nel progetto è personale interno al Servizio AIAS,  composto da uno psicologo/psicoterapeuta e da due educatori professionali (in possesso di laurea triennale).

 

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